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Luigi Caccia Dominioni e la casa come un “abito su misura”
by Matteo Vercelloni | 12 aprile 2010
Definito da Vittorio Gregotti come "l'uomo più elegante di Milano", Luigi Caccia Dominioni, architetto milanese nato il 7 dicembre di novantasette anni fa, giorno di Sant'Ambrogio in piazza Sant'Ambrogio, nella casa natale di fronte alla Basilica del patrono meneghino, rivela una lezione attuale ed esemplare nel fare architettura, interni e design, pensati da sempre come fenomeno unitario.

"Se un architetto è serio e vuole operare bene deve cominciare il proprio lavoro dall'interno, piuttosto che dall'esterno: la disposizione di ogni singolo arredo condiziona la distribuzione interna dell'alloggio e, quindi anche delle aperture; l'insieme di tutto ciò forma l'appartamento e la somma degli appartamenti forma l'edificio. In sostanza, la facciata deve sempre potersi adattare alle diverse soluzioni planimetriche, dalle quali essa nasce". Parole che oltre ad indicare un carattere profondamente ‘umanista', legato alle esigenze e ai modi di abitare dei singoli fruitori, per cui Caccia tende a progettare la casa come un "abito su misura", sottolinea un approccio lontano da soluzioni formali precostituite e ancor più distante da ‘programmi ideologici' da tradurre in forma costruita. Quello di Luigi Caccia Dominioni appare un denso e ricco percorso di figure abitabili parte della modernità e capaci di ascoltare la storia senza cadere mai nella pratica del revival e della mimetizzazione stilistica. Sono architetture che se da un lato possono apparire frutto di un lavoro da outsider, dall'altro proprio per la loro specifica singolarità hanno fatto ‘scuola'.

Se nel campo dell'arredo all'insuperabile ed essenziale poltrona "Catilina" del 1958, con struttura metallica in piatto curvato fissato a tre bacchette dello stesso materiale, dove la piattina metallica si rigira in modo plastico, come fosse un nastro di stoffa, per diventare nel suo sviluppo un elegante bracciolo-schienale, si può ricondurre il trattamento della struttura metallica del letto "Vanessa" di Tobia Scarpa per Gavina del 1960, in campo architettonico all'ascolto della perfetta grammatica compositiva della "Casa Caccia Dominioni" di Piazza Sant'Ambrogio 16 a Milano (1947), primo intervento di architettura a scala urbana, nel centro della città e di fronte alla Basilica Romanica, del giovane Caccia, architetto trentaquattrenne, si sono ricondotti per analogie di ritmo e di pieni e vuoti Antonio Citterio e Patricia Viel nell'affrontare la trasformazione degli edifici che oggi ospitano il Bulgari Hotel alle spalle dell'Orto Botanico di Brera). Mentre alle seducenti spettinature e alle brune tonalità delle facciate degli edifici di via Nievo (1956) e di Piazza Carbonari (1960), solo per citare alcuni esempi, si riconduce Cino Zucchi, nella forma di un colto e studiato omaggio allo ‘stile di Caccia' per le case recentemente costruite al Portello, residenze che sembrano rilanciare la possibilità di una nuova qualità dell'edilizia residenziale milanese.

Indubbiamente tutta l'opera di Luigi Caccia Dominioni nasce dal progetto di architettura, o meglio dal pensare all'architettura come un fenomeno di sintesi in cui convergono disegno degli arredi e degli oggetti in stretta sintonia con la configurazione degli interni, disegno urbano e intervento artistico (i mosaici a pavimento di Francesco Somaini sono parte integrante della composizione generale delle parti dell'edificio assunto come organismo complesso). Come ha più volte dichiarato, Caccia si considera anzitutto "un piantista": dal disegno della pianta giocata da una logica legata ai movimenti dell'uomo nascono ragionamenti che sfociano, come già accennato, nella soluzione di facciata, ma emergono anche spunti per il disegno di oggetti, arredi, accessori, lampade e maniglie, porte (premiate nel 1985 con il Compasso d'Oro). Si tratta di un oscillare continuo tra l'universo del mondo privato, a quello ‘pubblico', affrontati con la stessa intensità dove si distingue una particolare attenzione alla qualità spaziale degli snodi, dei passaggi (corridoi per le abitazioni, gallerie pubbliche nei palazzi), dei collegamenti (magistrale quello tra la chiesa di San Fedele e la Chase Manhattan Bank dei BBPR nel centro di Milano, 1968-70) e delle scale. Queste hanno una funzione primaria non solo come naturale elemento di distribuzione verticale, ma come fulcro, in genere di forma ovoidale o ellittica, attorno a cui si sviluppa l'intero organismo architettonico. "Sì ritengo che l'uomo si muova essenzialmente per linee curve, non in un percorso rettilineo, come la navetta di un telaio va e vieni, ma per linee circolari, ovali o sinuose che siano. Questa forma, propria del movimento umano, è matrice della forma architettonica".

Dall'inizio della sua carriera dopo la laurea ottenuta nel 1936 Luigi Caccia Dominioni, sia per le condizioni oggettive al contorno, sia per le occasioni di lavoro maturate, si è confrontato con il progetto dell'oggetto di cui il famoso radioricevitore "Phonola 547", disegnato con i fratelli Livio e Pier Giacomo Castiglioni con cui condivise lo studio per qualche anno, appare come una delle prime significative esperienze dell'italian design per intensità semantica e ribaltamento di orizzonti. La radio abbandonava la tradizionale carrozzeria a comodino impiallicciato per offrire in una nuova soluzione formale "quella aderenza e coerenza tra contenuto e contenente, che è il fondamento dell'oggetto razionalmente concepito" come commentava positivamente Giuseppe Pagano. Ma il programma del ‘mobile razionale' andava forse troppo stretto a Caccia che per colmare la mancanza di arredi e oggetti pensati per le abitazioni che progettava, restaurava e ridisegnava, insieme a Ignazio Gardella, Corrado Corradi Dell'Acqua, Maria Teresa e Franca Tosi, fondò nel 1947 Azucena, primo negozio in Italia ad occuparsi di produzione e vendita di oggetti e arredi. Più che un programma di mobili moderni ‘gridato' in forma ‘avanguardistica', Azucena raccoglie pezzi di design scaturiti da un percorso progettuale più vasto, pensati per completare gli interni di edifici in via di costruzione o recupero. Solo in un secondo tempo, la collezione si trasforma in un programma di arredo moderno che, letto dopo cinquant'anni, appare senza dubbio come un importante capitolo del design italiano che come sottolinea la sua storia multilineare è quasi sempre legato ad un'idea di spazio architettonico.

Sperimentazione ed eleganza, misura ed essenzialità, invenzione, sono le caratteristiche dei pezzi di Azucena sempre proiettati nel sottendere un'idea di architettura d'interni cui si rapportano per intensità concettuale e materica. "Azucena si pone come emblema di un certo tipo di progettualità caratteristica del migliore design italiano, progettualità che trova sempre radice, o porta in nuce, la dimensione dell'architettura degli interni: una capacità di controllo ed una fantasia che, contemporaneamente e trasversalmente, dall'ambiente portano all'oggetto e dall'oggetto all'ambiente" (Marco Romanelli).

Sono più di duecentoquaranta gli oggetti disegnati da Caccia che, che anche se prodotti per specifiche esigenze e puntuali ‘casi progettuali' sono sempre pensati per la loro riproducibilità e produzione in serie. Perché, nonostante ami definirsi "barocco, nel senso che il barocco è lo stile a suo modo più rigoroso, più vero potente, urbanistico di tutti. I gorghi dei fiumi, gli svincoli delle autostrade sono barocchi nell'essenza ... e come sono belli ... e come sono funzionali", per Luigi Caccia Dominioni il "design è semplicità, in esso occorre togliere tutto quello che non sia strettamente necessario e ridurre l'oggetto alla sua essenzialità. Quindi fare in modo che l'oggetto sia adatto all'uso per il quale viene immaginato e soltanto dopo, eventualmente, aggiungere qualcosa, ma poco".
Edificio residenziale di via Ippolito Nievo 28 a Milano, 1955, Foto: © Stylepark
Edificio residenziale di via Ippolito Nievo 28 a Milano, 1955, Foto: © Stylepark
Casa Caccia Dominioni, Piazza Sant'Ambrogio 16 a Milano, 1949 - 1953, photo: © Stylepark
At Azucena with armchair Nonaro by Luigi Caccia Dominioni
At Azucena
At Azucena
Luigi Caccia Dominioni
Edificio residenziale di via Ippolito Nievo 28 a Milano, 1955, Foto: © Stylepark
Edificio residenziale di via Ippolito Nievo 28 a Milano, 1955, Foto: © Stylepark
Edificio residenziale di via Ippolito Nievo 28 a Milano, 1955, Foto: © Stylepark
Azucena in Milano
At Azucena
At Azucena
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Luigi Caccia Dominioni
Short film about Azucena, presented by Marta Sala
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Azucena: Nonaro divano @ Stylepark
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Luigi Caccia Dominioni
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